Posts Tagged ‘premio Campiello’

Non mi sono più riaddormentata

8 giugno 2017

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L’incubo è stato il culmine delle mie angosce notturne. Dopo brevi cedimenti al sonno i risvegli erano sussulti improvvisi, e la certezza di una disgrazia imminente, ma quale? Brancolavo in quelle assenze della memoria finché la malattia di mia madre tornava a galla di colpo, e si ingigantiva, si aggravava nel buio. Di giorno potevo governarla, credere a una guarigione, un mio ritorno a casa, poi. Di notte lei peggiorava fino a morire in sogno.
Più tardi sono scesa io da Adriana, per una volta. Non si è svegliata, ha spostato i piedi per accogliermi nella consueta posizione reciproca, ma ho voluto appoggiare la testa accanto alla sua, sul cuscino. L’ho abbracciata, per consolarmi. Era così piccola e ossuta, odorava di capelli grassi.

Donatella Di Pietrantonio, Arminuta, Einaudi

I topi se ne vanno dalla nave quando presentono il naufragio

23 dicembre 2015

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Eccomi dunque di nuovo steso sul letto inclinato all’indietro a meditare sui vari modi di togliersi la vita, tra tutti penso che il meno complicato siano senz’altro i barbiturici per quanto non è che in casa ho i barbiturici, se ne avessi comunque non esiterei a impiegarne una dose abbondantemente mortale per non rimanere a metà strada come fanno tanti, che conta la vita se ormai perfino la ragazzetta se n’è andata, dicono che i topi se ne vanno dalla nave quando presentono il naufragio e io sono proprio finito, non ho neanche avuto la forza di togliere i vocabolari da sotto i piedi del letto sebbene ormai non esistano dubbi circa la loro scarsa utilità, non è da pensare che si possa porre rimedio ad una tubercolosi renale con un paio di vocabolari, a una malattia del genere non si può contrapporre che la morte magari col gas se mancano i barbiturici, però quanto è triste morire soli abbandonati da tutti guarda un po’ a quale condizione mi ha portato colui che voleva vendicarsi del mio abbandono, è il sistema del contrappasso a quanto sembra, comunque non riesco a convincermi che proprio tutti mi abbiano abbandonato e in effetti dopo un poco sento suonare alla porta e sarebbe bellissimo se fosse la ragazzetta così potrei darle un appropriato addio sul limite estremo della vita, invece non senza delusione constato che è il medico di casa del cui abbandono a dire il vero non mi sarebbe importato gran che […].

Giuseppe Berto, Il male oscuro, Rizzoli