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Cavarsela così, senza vedere se si sblocca qualcosa

16 novembre 2015

– Ti ho detto che vado a trovare un mio amico che si è messo a fare la scimmia.
– Sì, ho capito.
– E non ti pare strano?
– Mah, a dirti la verità non è che me ne freghi un granché.
[…]
– Allora?
– Allora che?
– Il mio amico. Quello che si è messo a fare la scimmia.
– Nico, non lo so. Questa sta diventando una conversazione surreale, e io detesto le conversazioni surreali. È per questo che faccio l’agente.
– E allora te la cavi così?
– Te la cavi così come?
– Un tuo amico si mette a fare la scimmia e la cosa più intelligente che ti viene da dire è «io detesto le conversazioni surreali»?
[…]
(a un tassista)
– Il mio amico. Quest’estate si è messo a fare la scimmia e non ha più smesso. Sto andando da lui per vedere se si sblocca qualcosa – disse Nico.

Pietro Grossi, “La scimmia”, da Pugni, Sellerio

Talento o chiacchiere

31 luglio 2015

E d’un tratto mi ritrovai lì su quel quadrato a ballonzolare nell’angolo, i guantoni stretti al mento come per pregare, gli occhi chiusi, i riflettori sopra la testa, e davanti e tutt’intorno al ring quelle file di sedie e quei corridoi pieni zeppi di gente che beveva birra e parlava e osservava in silenzio e rideva e si concentrava e nell’aria descriveva figure con lo sguardo eccitato. Tutta quella gente venuta lì per vedere noi, per vedere me, per vedere questa ballerina di cui tanto si era parlato, questo principe del quadrato che come un vero padrone si faceva vedere poco e montava leggende. Erano venuti lì per vedere se davvero valeva la pena raccontare e credere alle storie o ancora una volta e come sempre la realtà avrebbe distrutto la novella, come un padre picchia un ragazzino che dice una bugia, un ragazzino che mente per vivere una vita diversa dallo schifo che ha intorno. Erano lì per vedere una sfida tra il sogno e la realtà, tra il mondo e ciò che vorremmo che fosse. O forse volevano solo vedere una volta per tutte se vince il talento o la fatica, e se in fin dei conti il talento esiste davvero o è solo figlio delle chiacchiere.

Pietro Grossi, Pugni, Sellerio