Guardai il muro, rot…

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Guardai il muro, rotto, nero, della cascina, guardai in giro gli chiesi se Santa era sepolta lì. Nuto s’era seduto sul muretto e mi guardò col suo occhio testardo. Scosse il capo. â€“  No, Santa no, â€“ disse, â€“ non la trovano. Una donna come lei non si poteva coprirla di terra e lasciarla così. Faceva ancora gola a troppi. Ci pensò Baracca. Fece tagliare tanto sarmento nella vigna e la coprimmo fin che bastò. Poi ci versammo la benzina e demmo fuoco. A mezzogiorno era tutta cenere. L’altr’anno c’era ancora il segno, come il letto di un falò.


C. Pavese, La luna e i falò 

Nessuna Risposta to “Guardai il muro, rot…”

  1. nellozzo Says:

    due brani sulla morte, vista entrambe le volte come una sorta di immersione. involontaria, per cedimento, nel primo caso, e nel secondo più come una carezza, per coprire una cosa bella dalla consunzione degli sguardi altrui. bello, intrigante anche. se il mezzo tecnico l’avesse permesso sarebbe stato bello aggiungere la scena di Underground dove i due sposini si ritrovano sott’acqua, dopo la morte.

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