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Tra i narcisi

 
Arzillo, sghembo e grigio come questi rametti di marzo,
Percy nel suo giaccone blu si china tra i narcisi.
È convalescente da qualcosa ai polmoni.
Anche i narcisi si chinano davanti a una cosa grande
che scuote le loro stelle sulla verde collina dove Percy
stringe a sé la sofferenza dei suoi punti e cammina, cammina.
C’è una dignità in questo, c’è una cerimonialità—
I fiori vividi come bende e l’uomo che sta guarendo.
Si chinano e si raddrizzano: quali attacchi subiscono!
E l’ottuagenario ama i piccoli greggi.
È livido in volto; il vento terribile affatica il suo respiro.
I narcisi guardano verso l’alto come bambini, rapidi e bianchi.

 Sylvia Plath, Tra i narcisi

 

I Narcisi scuotono le loro stelle
al vento verdedorato dell’ultimo bagliore.
La loro felicità non ha peso.
La loro letizia è spirito.
Anche stanotte avrà stelle precarie
sul monte della Luna
e brina d’Aprile.
I Narcisi sono intoccabili
nel fruscio di un film muto
che accelera un ballo
e risa di bambini
alla fine della Grande Guerra.
Le loro faccine sono schiacciate
sotto i grandi e molli fiocchi di un pallido nastro. […]
(Anche nel solenne e gelido
strazio dell’altrui lutto,
saranno al sicuro –
bulbi nella terra
sotto le ciocche della ghirlanda).
Ghirlanda di stelle.
Luci-spiriti nell’orto.

Ted Hughes, Narcisi

Nessuna Risposta to “”

  1. AssenzaEssenza Says:

    che meraviglia…silenzio d’ascolto…

    🙂
    ciao
    AES

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