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La cura dell’acqua di Percival Everett in libreria
 

 
Qui il libro sul sito di Nutrimenti.
Qui qualche altra informazione.
Qui il blog del libro.
Qui il booktrailer.

Nessuna Risposta to “”

  1. anonimo Says:

    si aprono le danze.
    vaivaivai…

    rachele

  2. anonimo Says:

    Sono appena stata in libreria e il libro non c’ è

    Michela

  3. grassi Says:

    ci sarà.

  4. anonimo Says:

    ho appena letto l’articolo sul venerdì di repubblica. non si sarà affaticata troppo la barina?

    rachele

  5. grassi Says:

    è un’ottima vetrina.

  6. anonimo Says:

    cara, sono felicissima per voi. è che speravo vi curassero di più…

    rachele

  7. anonimo Says:

    sono rimasta affascinata dalla recensione sul venerdì. non conoscevo everett, lo leggerò. sono arrivata qui passando dal sito della nutrimenti e poi dal blog del libro. siete bravissimi. continuerò a seguirvi.
    stefi

  8. anonimo Says:

    non vedo l’ora di leggerlo in italiano.
    f_m

  9. rpalmieri Says:

    applausi al booktrailer

  10. fmnassisi Says:

    booktrailer perfetto

  11. anonimo Says:

    Molto intenso.
    B.

  12. anonimo Says:

    Bello.
    Una realizzazione tecnica di qualità.

    Questo booktrailer, però, veicola l’idea di un libro molto orientato sul thriller, mentre dalle recensioni mi sembra di capire che sia molto più
    vario.
    Potrebbe attirare un target diverso di lettori, io invece sono stato molto più incuriosito dall’articolo sul Venerdì.
    P.s.
    Non amo molto i booktrailer.

    Luca Tozzi

  13. anonimo Says:

    Grande il libro(quasi finito9 e azzeccatissimo il booktrailer.
    Il degno seguito di Glifo e Cancellazione.

    Massimo Feo

  14. anonimo Says:

    Il booktrailer del nuovo Everett è un lavoro di grande gusto e di realizzazione impeccabile, due cose che D*o sa quanto siano rare. Soprattutto, fa venir la curiosità di leggere il romanzo, direi proprio.

    Ipofrigio

  15. Europeanblog Says:

    Realizzato tecnicamente in modo soddisfacente, il booktrailer presenta una struttura narrativa abbastanza equilibrata. A dispetto della eterogeneità di temi che il libro propone- ricchezza difficilmente trasferibile nel formato in questione se non a rischio di un’improduttiva e confusionaria giustapposizione di frame- il trailer introduce con efficaci soluzioni espressive i due principali filoni tematici: il dramma privato di un padre dilaniato e assetato di vendetta che da vittima si fa carnefice; e il dramma collettivo di un Paese, Padre della Democrazia, che colpito nel suo nerbo scoperto si vendica “stuprando” il mondo e calpestando tutti i principi sui quali ha storicamente costruito la sua identità. Ingegnoso il ricorso a moduli e schemi stilistici tipici del thriller, espediente che ricrea un’atmosfera di suspance e di angoscia in grado di rapire e turbare lo spettatore. Nondimeno efficace l’immagine del bloc-notes con i post.it sparsi sul tavolo che richiama perfettamente la struttura di diario-confessione propria del libro. Un apprezzamento particolare va infine ai frame raffiguranti l’acqua che, ricorrendo ad intervalli costanti, costituiscono l’isotopia di fondo dell’intero trailer. Le parole “di morte” sovrapposte all’immagine dell’aqua fungono da agenti di rovesciamento di quella che è normalmente la funzione vitalistica riconosciuta all’elemento. La soluzione espressiva in questione richiama, nella misura in cui realizza un rosciamento ossimorico, il gioco di parole del titolo. Grande coerenza, creatività e misura. Buona anche la scelta musicale. Ottimo strumento per catturare l’attenzione del lettore.

    Vanessa Carrieri

  16. anonimo Says:

    L’impatto con i booktrailer mi lascia un po’ perplessa. Ho il timore che possano limitare il viaggio della fantasia e dell’immaginazione, determinando già atmosfere e ambientazioni e minando la soggettività delle sensazioni, diverse in ogni lettore, che solo un libro può dare.
    Detto questo, la cupa sequenza delle immagini, accompagnata da un’angosciante sottofondo musicale, fa emergere con forza il sentimento di vendetta.
    Ma se non avessi letto articoli e recensioni mi aspeterrei un horror o un thriller spietato.

    Elisabetta Garzia

  17. mirkosabatino Says:

    Meravigliosamente angosciante.
    Ho visto il booktrailer di questo romanzo con il respiro che si accorciava immagine dopo immagine, selezione dopo selezione, immerso fino al naso in quel blu gelido, il suono strappato del nastro adesivo lo stillicidio dell’acqua il graffio metallico della lama la musica — la musica — nello stomaco
    contratto. E già sento tutti questi suoni emanare dalla carta.
    Io lo allegherei fisicamente al libro, come una sorta di prefazione audiovisiva.

  18. anonimo Says:

    Il booktrailer non pretende di raccontare la trama del libro come un susseguirsi di avvenimenti o di azioni, ma crea un atmosfera, un’idea: il ripetuto rintocco di un gong o le immagini dell’acqua che gocciola sembrano scandire il tempo di una vicenda che non vedi compiersi ma che c’è, e la puoi immaginare grazie alla lettura dei brevi stralci del testo.

    Il booktrailer ha qualcosa in più: è un connubio di testo e immagini, dove uno non può esistere senza l’altro ma si arricchisce grazie all’altro, ed è l’atmosfera che si crea ciò che suscita il desiderio di lettura.

    Sara Ferrari Maffei

  19. anonimo Says:

    Nel panorama editoriale italiano quello realizzato per “La cura dell’acqua” di Percival Everett rappresenta un caso anomalo di booktrailer. Elemento innovativo, o comunque poco considerato da altri editori e registi, è l’attenzione per il supporto che si sta pubblicizzando. Che si tratti di un libro e non di un film, di un brano musicale o di una nuova acqua minerale, è chiaro, cristallino. La concentrazione sulla parola scritta è veicolata non solo dai brani inseriti, non solo dall’assenza di una recitazione — spesso fuorviante –, ma soprattutto dalla dimensione temporale dilatata. Non sembra infatti casuale la scelta di far durare il booktrailer tre minuti e cinquanta secondi: la lettura non è un’attività “mordi e fuggi”, richiede volontà di dedicare il proprio tempo, a maggior ragione nel caso ci si trovi di fronte una creatura di Percival Everett. Il booktrailer riesce a soddisfare desideri eterogenei, senza mettere in atto giochi sporchi, senza ammiccare svendendosi. Si sarebbero potuti scegliere brani sfacciatamente politici, ma tradire l’intento dell’autore (non è l’ultimo libro di Michael Moore) e la bramosia dei lettori non sempre paga: sapere il “cosa”, il “com’eravamo” e il “come siamo diventati” può bastare ad un lettore attento e curioso, soprattutto se vengono presentati con una cura, dal punto di vista estetico, di altissimo livello. Si tratta di una quarta di copertina multimediale che utilizza al meglio le possibilità offerte dalle immagini in movimento, senza anticipare un film che, ricordiamolo, non esiste. Da lanciare nelle librerie!

    Rachele Palmieri

  20. anonimo Says:

    Angoscia. Musica che tiene alta l’attenzione, una figlia uccisa, un corpo legato e bendato, foglietti scritti a penna come indizi di un serial killer. Ma lavora meglio una recensione. Questo booktrailer potrebbe infatti danneggiare la diffusione del libro. L’errore è la lunghezza. Sarebbero bastati due minuti, con queste immagini. La terza ripetizione del nastro isolante e della lama del coltello è decisamente troppo. Troppi minuti, troppa acqua. Alcuni dettagli fanno pensare di trovarsi davanti a una puntata di Six Feet Under particolarmente cupa. Davvero un peccato non arrivare prima all’ultima bellissima sequenza, con la parola “fine” che piano piano svela una frase decisiva e dolorosa.
    Gaia Rispoli

  21. anonimo Says:

    a leggere i commenti sembra sia stata lanciata una petizione a favore del booktrailer. tutti che firmano con nome e cognome, gente mai vista che passa di qui. è il potere del cinema.
    Ric

  22. rpalmieri Says:

    esercitazioni in corso…

  23. anonimo Says:

    Forse i booktrailer non li guarda nessuno. Fores non servono a niente. Questo è meraviglioso.

  24. anonimo Says:

    bello, bello, bello. Bello.

    Roberto

  25. anonimo Says:

    Sulla riuscita del “video” non ho dubbi, è molto bello e mi ha affascinato (forse un po’ troppo lungo).
    Ma non mi interessa tanto parlare di questo quanto dell’utilità del booktrailer come mezzo di promozione editoriale. Per quanto mi sforzi non riesco a vederla come un’idea geniale: non dico che sia inutile o addirittura dannosa, anzi, è anche piacevole. Ma cosa fa, in sostanza, il booktrailer? Seduce il potenziale lettore attraverso immagini e suoni che ricostruiscono le atmosfere del libro. Le immagini e le atmosfere però sono una cosa molto personale e soggettiva che evoco da me solo DOPO aver letto il libro. Il trailer di un film anticipa il film attraverso un montaggio magari soggettivo ma che usa materiale vero preso dal prodotto. Il booktrailer rischia, scegliendo una tra le tante atmosfere che il libro può evocare. Per questo un trailer di un libro mi può incuriosire come prodotto multimediale, ma non sono sicura mi spingerebbe a comprare il libro in questione.
    Per invogliare il lettore e soprattutto per fargli capire di cosa tratta l’opera un’intervista all’autore mi sembra molto più utile.
    Il mio giudizio non è totalmente negativo. Il booktrailer è una cosa nuova, cattura subito, può essere uno dei tanti mezzi di promozione editoriale, non dico di no. Forse non è il migliore.

    ps: ho lasciato questo giudizio dopo aver visto una volta il booktrailer e non avendone mai visto prima uno, quindi sono opinioni a caldo. Sono curiosa di vedere se col tempo cambierò idea 🙂

    ciao ciao,
    Chiara Balzani

  26. anonimo Says:

    Da un punto di vista commerciale il booktrailer mi sembra un’ottima idea. Mi piace l’idea di pubblicizzare un libro come se si trattasse di un film perché implicitamente suggerisce l’idea che un libro può essere piacevole quanto un film (e per un non lettore abituale questo può essere un buon incentivo alla lettura).

    Viceversa mi sembra che per i lettori più smaliziati un booktrailer possa avere un effetto controproducente, suggerendo che il libro in questione è soprattutto un prodotto commerciale, e come tale non necessariamente meritevole di essere letto.

    Per quanto riguarda questo specifico booktrailer mi è piaciuto in sé, ma non come pubblicità di un libro. Dalle immagini non si capisce bene né di cosa parli il libro né che genere di libro sia. Il titolo inoltre viene ripetuto solo una volta all’inizio (non rimane quindi particolarmente impresso) e forse sarebbe stato utile mettere l’audio dei brani, piuttosto che il solo scritto.

    In sintesi, l’idea del booktrailer mi piace molto credo che la forma sia ancora perfettibile. Credo inoltre che l’impatto che può avere un booktrailer sul pubblico dei potenziali «acquirenti» sia ancora tutto da valutare.

    Francesco Rende

  27. anonimo Says:

    troppo lungo? ma che state a di’??? Tre minuti mò so tanti?

  28. anonimo Says:

    “Tre minuti” in sé non sono né troppo lunghi né troppo corti, anonimo. Dipende cosa ci fai coi tre minuti 😉
    In questo caso secondo me ne bastavano due.

    Chiara Balzani

  29. anonimo Says:

    Forse troppo lungo, è comunque ben realizzato. L’acqua che entra in testa come un martello, i suoni che si mescolano alle parole scritte, la penombra che non lascia spazio alla luce. Ma stiamo parlando di un libro, non di un film. E i booktrailers fuorviano l’unico indiscutibile diritto di ogni lettore: l’immaginazione. Allora meglio affidarsi a una buona recensione, che stuzzichi la curiosità e la fantasia, ma che non dia certezze.

    Laura Goretti

  30. anonimo Says:

    Mi piacerebbe sapere l’opinione di Graziani sul booktrailer.
    B.

  31. anonimo Says:

    Tutti gli elementi che compongono il booktrailer hanno una funzione specifica: ciascuno di essi richiama un aspetto della “Cura dell’acqua” e contribuisce a creare un video che non lascia nulla al caso e in cui nulla è superfluo, un video dal quale traspare la cura alla base della sua realizzazione. Ecco allora che immagini, suoni, rumori, parole s’intrecciano, si armonizzano, dando vita a un prodotto denso di significati, un prodotto di indubbia qualità.
    Proprio perché pregno, il booktrailer si rivolge soprattutto a chi è già in possesso di informazioni relative al libro e a chi è in grado di apprezzarne il tempo dilatato e coglierne tutti i riferimenti, perché ha i mezzi, il tempo, il desiderio di farlo. Per i lettori più attenti alle uscite editoriali e più accorti nelle loro scelte, quindi, il trailer esalta il valore del romanzo, la cui lettura è probabilmente indipendente dalla visione del video pubblicitario, avviene cioè a prescindere dal booktrailer. Per tutti gli altri lettori, per chi lo guarda casualmente e senza sapere nulla né dell’autore né del testo, invece, esso potrebbe essere troppo lungo e noioso e perciò non incuriosire, non spingere né alla ricerca di ulteriori notizie né, tantomeno, all’acquisto e alla lettura. Il booktrailer è solo una delle forme di comunicazione editoriale, complementare alle altre, e dovrebbe essere un po’ più accattivante, per solleticare in pochi secondi chiunque lo guardi, per impressionare.

    Jusi Loreti

  32. anonimo Says:

    Booktrailer oscuro e per questo accattivante. Ma… non staremo perdendo di vista il libro? Cos’è, quando leggete le recensioni su un giornale, le analizzate con tanta “cura”? Il libro è il vero protagonista e l’unico modo per leggerlo è andare in libreria, prenderlo, sfogliarlo e farlo nostro. Booktrailer, pubblicità, recensioni, sono solo un veicolo, importante sì, utile, meglio se ben fatto, ma pur sempre un mezzo, il “per” e non il “cosa”.
    Sara T.

  33. mirkosabatino Says:

    Secondo me, il booktrailer rafforza la curiosità di chi è già in possesso di informazioni sul romanzo e la instilla in chi del romanzo non sa nulla. Cosa c’è di più perfetto? E quanto al “fuorviare l’unico indiscutibile diritto di ogni lettore: l’immaginazione”, non staremo esagerando? Questo può essere vero per un film tratto da un libro, che visto prima della lettura può sostituire l’immaginazione di un lettore con atmosfere e fisiologie imposte dal regista. Ma per un booktrailer no. Si tratta solo di un ottimo antipasto, che stimola e prepara il palato a un buon pranzo futuro.

  34. mirkosabatino Says:

    fisionomie, pardon.

  35. anonimo Says:

    Commistioni di immagini, suoni e parole che determinino in chi ne è il destinatario una curiosità circa il prodoto offerto.
    Questo è il booktrailer.
    Per tradurre da ciò un’ efficacia di tipo fattuale è necessario che la qualità sia determinata non dal prodotto ma dall’ idea realizzata nel pubblicizzarlo.
    Nel booktrailer in questione trovo interessante l’ idea dell’ acqua, che si ripete in maniera ossessiva, ma trovo che il risultato sia poco chiaro, angosciante, poco invitante per il destinatario.
    Alessanra Baldini

  36. anonimo Says:

    Personalmente trovo che l’idea di trailer (commistione di immagini sinestetiche ed evocative,ma soprattutto promozionali) associata a un libro (entità primariamente cartacea, dunque muta in sè) abbia in sè qualcosa di antitetico: non credo sia una strategia vincente associare delle immagini precostituite a un’opera letteraria.
    Gli stralci di testo frequentemente riportati su fogli di carta in tali video (e in questo in particolare) trasfigurano un pò il ruolo delle parole, restituendo un senso eccessivamente enfatico, dal sapore quasi retorico, didascalico.
    Dovendo tuttavia esprimere un giudizio su questo peculiare espediente di divulgazione e la sua realizzazione, devo dire di averlo trovato oltremodo lungo (altri booktrailers da me visionati apparivano più incisivi) e insistente su particolari che suggerirebbero un impianto noir o thriller, piuttosto che quanto descritto nella recensione visionata sul Venerdì.
    Ciò che invece spicca nella sua assenza, ed è apprezzabile ai miei occhi, è la voce narrante. Le immagini incalzanti, ma prive di commento lasciano libero spazio all’immaginazione del fruitore.
    Eleonora Del Baglivo

  37. anonimo Says:

    “Mi vergogno quando il mio paese stupra il mondo”. La bandiera americana inchiodata al tavolo della mattanza da un coltello macchiato di sangue, l’immagine della lenta agonia (la cura dell’acqua) provocata per vendetta su di un prigioniero inerme. Immagini specchio di un paese che applica quotidianamente azioni di violenza sul mondo.
    L’obiettivo di creare curiosità ed aspettive rispetto al libro è centrato. L’atmosfera della stanza segreta delle torture ben riprodotta. Sottofondo musicale lugubre, come sporca e lugubre è la politica ingerentista dell’amministrazione Bush secondo lo scrittore. Eccessiva, forse, la lunghezza del video, che a tratti fa dimenticare allo spettatore la presenza del libro, attirando invece la sua attenzione sul proseguimento del crimine.
    Rocco Bellantone

  38. anonimo Says:

    Ultima frontiera nella divulgazione dei libri pubblicati, i booktrailer si affiancano alle tradizionali presentazioni e recensioni nella strategia di distribuzione libraria degli editori. Lo scopo è di attirare l’attenzione di potenziali lettori, e farne lettori in atto.
    Un booktrailer consiste nella rielaborazione di un testo per riproporlo attraverso immagini, suoni e parole.
    Non si tratta tuttavia di una “trasposizione” dal codice linguistico a quello visivo/sonoro, o multimediale. I booktrailer durano in media tre o quattro minuti, pochi per contenere un libro. Poiché mira a presentare un testo in modo che almeno a qualcuno venga voglia di leggerlo, l’efficacia di un booktrailer si basa non tanto sulla ripetizione o rappresentazione drammatica del contenuto del testo, quanto sulla rievocazione dei temi affrontati e delle emozioni che il libro potrà generare in chi vorrà leggerlo.
    Nel booktrailer de La cura dell’acqua ad esempio, per tre minuti si assiste ad una sequenza di scene brevissime, tagliate e montate in maniera ossessiva, che si accumulano senza costituire uno svolgimento narrativo. Mentre la musica, gli estratti del libro, gli oggetti mostrati, le ombre, si condensano a formare un’atmosfera angosciante, che sa di morte, di paura e di orrore.
    Più che riprodurre il plot del romanzo dunque, sono stati rappresentati singoli elementi di tale plot, e in modo che vadano ad agire non tanto sulla mente dello spettatore, sulla sua parte cosciente, quanto su aree più profonde, più interne ed emozionali, determinando un’esperienza emotiva.
    Alla fine dei tre minuti di visione, difficilmente ci si aspetta che il romanzo di Everett sia un’opera descrittiva e lineare. Se ne avverte invece già con forza l’ansia e la durezza.
    In questo senso è un booktrailer efficace, raffinato nella rielaborazione e nella riproposizione dei contenuti, con grande capacità di sintesi.

    Il rischio della “forma” booktrailer è che assuma un’identità e una forza eccessive, vale a dire autonome rispetto al libro per il quale nasce, divenendo esso stesso forma di espressione artistica nuova, che può farsi forza di due caratteristiche assolutamente moderne: la rapidità e la multimedialità.
    Del resto, lo sviluppo dei booktrailer è appena iniziato. Finora ha attecchito a macchia di leopardo, utilizzato solo da alcuni editori e solo per alcuni libri. Nel prossimo futuro potrà tanto implodere e sparire quanto crescere e diffondersi. Gli editori sorveglieranno, conti alla mano.

    Stefania Rega

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